Decreto Rilancio: per le Srl nomina dell’organo di controllo differita al 2022

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Differita al 2022 la nomina degli organi di controllo o del revisore per società a
responsabilità limitata e società cooperative. È quanto previsto dall’emendamento al
disegno di legge per la conversione del decreto Rilancio approvato dalla Commissione
Bilancio della Camera il 29 giugno 2020. Viene quindi concesso più tempo per le Srl alle
prese con l’emergenza sanitaria da Covid-19, rinvio questo che pone, però, qualche
interrogativo sul fatto che il biennio di osservazione del superamento dei parametri per la
nomina dell’organo di controllo resti immutato (esercizi 2017 e 2018), oppure sia differito
(2019-2020). Quali potrebbero essere gli impatti?
Le società a responsabilità limitata (Srl) e le società cooperative hanno tempo fino alla data
per l’approvazione dei bilanci relativi all’esercizio 2021, in luogo della data prevista per
l’approvazione dei bilanci relativi all’esercizio 2019 per la nomina degli organi di controllo o
del revisore.
È quanto si legge nell’emendamento al disegno di legge per la conversione del decreto
Rilancio (D.L. n. 34/2020) approvato dalla Commissione Bilancio della Camera il 29 giugno 2020.
Al fine di contenere gli effetti negativi derivanti dalle misure di prevenzione e contenimento
connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19 sulle attività d’impresa, si interviene
ancora una volta sulla formulazione dell’articolo 379, comma 3, del Codice della crisi
d’impresa e dell’insolvenza, di cui al D.Lgs. del 12 gennaio 2019, n. 14, differendo il termine
entro il quale le SRL – al ricorrere di determinate situazioni – sono tenute alla nomina
dell’organo di controllo.
Ma andiamo con ordine e ricostruiamo le fasi principali della vicenda, anche alla luce delle
recenti novità legislative che – a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19 – hanno
interessato la tempistica di approvazione dei bilanci relativi al 2019.
Codice della crisi d’impresa
Il D.Lgs. n. 14/2019 contenente il “Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza” ha ampliato le
ipotesi al ricorrere delle quali le società a responsabilità limitata (Srl) sono tenute a nominare
un organo di controllo o un revisore legale.
Nello specifico – intervenendo sulla formulazione dell’articolo 2477 c.c. – è stato stabilito che la
nomina dell’organo di controllo o del revisore è obbligatoria se la società:
a) è tenuta alla redazione del bilancio consolidato;
b) controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti;
c) ha superato per due esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti requisiti:

  • totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 4 milioni di euro;
  • ricavi delle vendite e delle prestazioni: 4 milioni di euro;
  • dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 20 unità.
    In sostanza, la novella normativa in commento ha modificato i parametri di cui alla lettera c).Obbligo della nomina degli organi di controllo
    Parametri Art. 2477 c.c. ante l. n. 14/2019 Art. 2477 c.c.mpost l. n. 14/2019 Art. 2477 c.c. post l. n. 55/2019
    Per 2 esercizi consecutivi superamento di due dei 3 limiti
    Per 2 esercizi consecutivi superamento di almeno 1 dei 3 limiti
    Per 2 esercizi consecutivi superamento di almeno 1 dei 3 limiti
    Attivo Stato
    Patrimoniale € 4.400.00 € 2.000.000 € 4.000.000
    Ricavi delle vendite e delle prestazioni € 8.800.00 € 2.000.000 € 4.000.000
    Media dei dipendenti occupati nell’esercizio 50 unità 10 unità 20 unità
    L’obbligo della nomina dell’organo di controllo o del revisore viene meno se per tre esercizi consecutivi, non è stato superato alcuno dei parametri di cui alla predetta lett. c).
    Con riferimento alla decorrenza di dette modifiche, le Srl in essere alla data del 16 marzo 2019 (data di entrata in vigore delle modifiche), qualora ricorrano i requisiti richiesti dall’articolo 2477, c.c. devono:
  • nominare l’organo di controllo o il revisore;
  • se necessario, uniformare l’atto costitutivo e lo statuto alle nuove disposizioni,
    entro la data di approvazione dei bilanci relativi all’esercizio 2019.
    In termini operativi, pertanto, la nomina degli organi di controllo sarebbe potuta avvenire entro
    a fine di aprile 2019 o entro la fine di giungo 2020 (120 giorni o 180 giorni dalla chiusura nell’esercizio per l’approvazione del bilancio, secondo quanto stabilito dall’articolo 2364, secondo comma, c.c.).
    Tuttavia, l’articolo 106, comma 1 del decreto Cura Italia (D.L. n. 18/2020, convertito dalla l. n.
    27/2020) ha disposto che in deroga a quanto previsto dagli articoli 2364, secondo comma, e
    2478-bis, del codice civile o alle diverse disposizioni statutarie, l’assemblea ordinaria è
    convocata entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio. È facoltà delle società cooperative
    che applicano l’articolo 2540 del codice civile di convocare l’assemblea generale dei soci
    delegati entro il 30 settembre 2020.
    La deroga introdotta dal decreto Cura Italia consente quindi di poter fruire del termine più ampio di 180 giorni anche a quelle società il cui statuto non contiene alcuna previsione in merito al differimento, e, in linea generale, senza necessità di fornire alcuna motivazione, tutte le società possono procedere alla convocazione dell’assemblea entro il 30 giugno 2020.
    Ciò significa che l’organo amministrativo deputato a predisporre il progetto di bilancio da sottoporre ai soci non deve riunirsi necessariamente in via preventiva per deliberare in merito alla proroga individuandone le motivazioni: il differimento è stabilito ex lege.
    Va da sé che anche le nomine dell’organo di controllo o del revisore legale per le Srl che
    ricadono nell’ambito applicativo dell’articolo 2477, comma 2, c.c., da effettuarsi in occasione dell’assemblea di approvazione del bilancio 2019, subiscono un ulteriore differimento.
    Sanzioni
    In base all’articolo 2631 c.c., la mancata convocazione dell’assemblea comporta
    l’applicazione in capo a ciascun amministratore di unasanzione compresatra € 1.032 ed
    € 6.197.
    Cosa prevede l’emendamento al decreto Rilancio
    Secondo quanto si legge nell’emendamento 51.04 al D.L. n. 34/2020 approvato dalla
    Commissione Bilancio della Camera il 29 giugno 2020, viene differito alla data di approvazione dei bilanci relativi al 2021 il termine ultimo entro il quale le Srl – al ricorrere delle condizioni di cui all’articolo 2477 c.c. – sono tenute alla nomina dell’organo di controllo.
    Pertanto, le Srl hanno ancora due anni per la nomina dell’organo di controllo, ossia entro la
    data di approvazione (aprile/giugno 2022) del bilancio relativo al 2021.
    Tale modifica, se indubbiamente dettata dalla finalità di contenere gli effetti negativi derivanti dalle misure di prevenzione e contenimento connesse all’emergenza epidemiologica da Covid19 sulle attività d’impresa, pone alcuni dubbi applicativi.
    In primo luogo, occorre domandarsi se detto slittamento nella tempistica prevista per la nomina in questione potrebbe in termini operativi comportare delle modifiche anche in relazione a quelli che sono gli esercizi da considerare ai fini del superamento dei parametri indicati
    dall’articolo 2477, comma 1, lett. c), in presenza dei quali occorre procedere con la nomina degli organi di controllo.
    Infatti, la norma da riferimento ai fini della verifica del superamento dei parametri per la
    nomina dell’organo di controllo agli esercizi 2017 e 2018, dato che la nomina in questione deve essere effettuata entro lo scorso 16 dicembre 2019.
    A seguito del differito al termine per la nomina dell’organo di controllo alla data di
    approvazione del bilancio relativo al 2021 ci si chiese se:
    a) il biennio di riferimento resti immutato 2017 – 2018, oppure
    b) si modifichi, diventando 2019 – 2020.
    Appare evidente che la scelta di entrambe le soluzioni sarebbe influenzata dagli effetti
    sull’andamento dell’attività aziendale prodotti dall’emergenza sanitaria da Covid-19.
    Nel primo caso, infatti nel biennio 2017-2018 la società potrebbe aver maturato le condizioni per dover nominare l’organo di controllo – superamento delle soglie di cui all’art. 2477, co. 2 lett. c) c.c. – ma non doverla di fatto effettuare nel 2022, se nel triennio 2019-2020 e 2021 per ha superato alcune dei suddetti requisiti.
    Allo stesso modo, optando la soluzione b), i risultati degli esercizi 2019-2020 potrebbero essere stati significativamente influenzati dall’emergenza Covid -19 a tal punto da determinare il non
    superamento di alcuno dei seguenti requisiti:
    totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 4 milioni di euro;
  • ricavi delle vendite e delle prestazioni: 4 milioni di euro;
  • dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 20 unità.
Rucci Franco
Rucci Franco
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