Documento tecnico sull’analisi di rischio e le misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nelle attività ricreative di balneazione e in spiaggia

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IL SETTORE DELLA BALNEAZIONE
L’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di acque di balneazione, circa un quarto del totale di quelle europee (5.539 su 22.131 totali), di cui 4.871 marine e 668 interne, nonché l’unico Paese europeo che non pone un limite alle spiagge in concessione,
lasciando alle Regioni queste scelte.
Per capire quanto delle coste italiane è occupato da stabilimenti balneari occorre incrociare fonti diverse. Secondo recenti stime di Legambiente, relative all’anno 2019, il 50%
dei litorali italiani è caratterizzato da coste sabbiose (3.346 km), il 34% da tratti rocciosi,
il 16% risulta trasformato da porti, aree industriali, banchine e insediamenti turistici.
Complessivamente si può stimare che oltre il 42% delle coste sabbiose è occupato da
stabilimenti balneari. In alcune regioni tale percentuale è ancora più alta: 69,8% in Liguria, 67,7% in Campania, 61,8% nelle Marche, 51,7% in Toscana.
Nelle 15 regioni bagnate dal mare, 644 comuni si collocano lungo la fascia costiera,
ovvero l’8,1 % dei comuni italiani. La superficie complessiva di tali comuni è di 43.084
chilometri quadrati, il 14,3% della superficie italiana. La popolazione residente nei comuni litoranei rappresenta il 28,4% del totale. La regione con la maggiore popolazione
litoranea è il Lazio (per la presenza del comune di Roma), seguita da Sicilia e Campania.
Nel Mezzogiorno la popolazione residente rappresenta il 55,6% di tutta la popolazione
litoranea. Secondo i dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sono 52.619
le concessioni demaniali marittime, di cui 11.104 sono per stabilimenti balneari, 1.231
per campeggi, circoli sportivi e complessi turistici, mentre le restanti sono distribuite su
vari utilizzi, da pesca e acquacoltura a diporto e produttivo.
Tab. 1 – Concessioni marittime per Regione
Fonte: Legambiente 2019
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In alcuni comuni si arriva addirittura al 90% di spiagge occupate da concessioni balneari
(es. Forte dei Marmi), in alcune zone il continuum di stabilimenti assume vaste proporzioni
(es. solo in Versilia sono presenti 683 stabilimenti sul totale di 1.291 dell’intera regione).
Secondo l’ISTAT, tra le vacanze di piacere e svago, il mare si conferma il luogo più scelto
per ogni destinazione (47,5%).
Le aree ad alta urbanizzazione costiera rappresentano un punto di maggiore attenzione
in un’analisi di sistema sul fenomeno anche ai fini della prevenzione del rischio di
aggregazione.
Tab. 2 – I comuni costieri con la maggiore occupazione di spiagge in concessione
Elaborazioni Legambiente su dati Ministero Infrastrutture e Trasporti, Regioni e Comuni, 2019.
*Esclusi oltre 6 km della Riserva Naturale di Castelporziano.
I risultati di una ricerca volta a conoscere il rapporto degli italiani con gli stabilimenti
balneari, presentata a metà della stagione estiva 2017 dal Sindacato Italiano Balneari
FIPE/Confcommercio, fanno emergere che il 62% degli intervistati ha frequentato, in
vacanza o in altre occasioni, una località di mare nel corso degli ultimi tre anni. Di questi
il 76,2% ha usufruito dei servizi di uno stabilimento balneare.
Lo stabilimento balneare è preferito dalle famiglie del nord e delle grandi aree
metropolitane, il cliente medio ha tra i 35 e i 54 anni. Ad aver usufruito meno degli
stabilimenti balneari sono stati i giovanissimi e coloro che risiedono nelle regioni del Sud
Italia. Manutenzione del lido e delle strutture, cordialità e professionalità del gestore,
elevato livello di sicurezza e soprattutto la gestione familiare sono i punti di forza di uno
stabilimento balneare, secondo il giudizio dei clienti.
Alta la percentuale dei rispondenti (62,9%) che nel corso degli ultimi anni non ha
cambiato stabilimento balneare, questo a dimostrazione della capacità delle imprese
balneari di fidelizzare il cliente garantendo le migliori condizioni per un soggiorno
piacevole. Tra questi il 61,5% dei rispondenti si reca nello stesso stabilimento da più di
tre anni, soddisfatto del rapporto con il gestore.
I servizi più utilizzati da chi frequenta uno stabilimento balneare sono in prevalenza:
sdraio, lettini e ombrelloni (94,8%), servizi igienici e docce (91,3%), servizi di ristorazione
(90%), cabine (61,9%).
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STRATEGIA DI GESTIONE DEL RISCHIO
Nell’affrontare una strategia di gestione del rischio vanno identificati alcuni aspetti che
riguardano, sia per i litorali che per le acque interne:
• Il sistema integrato delle infrastrutture collegate con la meta di balneazione
• Le strutture di stabilimenti balneari e i servizi collegati
• Le spiagge libere
Se, infatti, disciplinare lo spazio in uno stabilimento balneare e il rischio relativo risulta
complesso per le specificità delle attività coinvolte, ancora più complesso è l’approccio
alla disciplina delle spiagge libere.
In generale è necessario tenere conto dell’impatto complessivo di accoglienza delle
strutture turistico-ricettive, delle residenze stagionali e la mobilità collegata al fenomeno
della balneazione attraverso le principali vie di comunicazione, particolarmente nei
mesi estivi e nei weekend.
Le infrastrutture turistiche e di mobilità possono essere altrettanto complesse da
gestire nell’ottica della prevenzione del rischio di aggregazione. Inoltre, le strutture
ricettive e di ristorazione situate nelle aree balneari saranno interessate dal fenomeno
e necessitano di una complessiva azione integrata.
Occorrono quindi misure differenziate per rischio e per contesto che si possono
suddividere come segue.
Misure di sistema
Le aree costiere destinate alla balneazione sono molto differenti tra loro; in letteratura
sono suddivise in urbane, semi-urbane e naturali; le singole spiagge possono essere
rocciose, sabbiose o miste e attrezzate o libere, e determinare l’area utilizzabile dai
bagnanti richiede valutazioni specifiche. Alcune spiagge inoltre si trovano in contesti
naturalistici protetti.
Il tema dell’affollamento delle spiagge è stato affrontato in letteratura sotto diversi
aspetti, per lo più legati alla sostenibilità ambientale. Alcuni studi internazionali effettuati
su spiagge del Mediterraneo hanno proposto un indice di affollamento, espresso in
termini di numero di persone per metro quadro di arenile, variabile tra 6 e 25 persone
ogni 100 m².
La Regione Sardegna ha affrontato il tema nell’ambito delle Linee guida per la gestione
integrata delle spiagge introducendo il concetto di superficie utile della spiaggia che
è data dalla differenza tra la superficie totale (larghezza tra il limite di chiusura della
spiaggia e la linea di riva, per la lunghezza della spiaggia) e gli spazi di arenile occupati
da manufatti, passerelle, o comunque spazi non fruibili per la balneazione. Su tale
superficie viene calcolato un coefficiente di carico massimo non inferiore a 3,8 m²/
persona, a cui poi viene applicato un fattore di correzione che aumenta i metri quadrati
che devono essere lasciati a disposizione dell’utente in base ad alcune caratteristiche
specifiche del contesto ambientale (quali presenza di sedimenti, fenomeni di erosione
o specie animali/vegetali).
Uno spazio adeguato, comprese le superfici di transito, è stato stimato in 6 m²/ persona
dall’ISPRA in uno studio condotto sulla spiaggia de “La Pelosa” presso Stintino (Sassari).
Tale studio è stato, ad esempio, il punto di partenza che ha portato le Istituzioni locali,
già prima dell’inizio dell’emergenza sanitaria, a proporre una modifica del regolamento
di accesso alla spiaggia contingentandone gli ingressi fino ad un numero massimo di
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1.500 persone (per circa 8.100 m² di arenile).
È evidente che non è possibile definire un indicatore unico applicabile in ogni contesto
ma la metodologia utilizzata nei contesti illustrati offre modo di determinare un numero
di accoglienza ottimale per garantire l’applicazione delle misure specifiche organizzative
e di prevenzione e protezione di seguito illustrate soprattutto nei contesti delle spiagge
libere.
Sarebbe quindi opportuno per le aree balneabili l’adozione da parte delle autorità
locali di specifici piani che permettano di prevenire l’affollamento delle spiagge, anche
tramite l’utilizzo di tecnologie innovative, coinvolgendo tutti gli attori istituzionali e del
mondo produttivo.
L’accesso a spiagge libere di grande attrazione potrebbe essere organizzato adottando
un piano integrato che tenga conto della determinazione del numero di accoglienza
massima possibile e che preveda un accesso regolamentato tramite prenotazione
online. Tale misura potrebbe essere integrata anche a beneficio del contact tracing.
Inoltre, la mobilità connessa dovrà essere efficacemente valutata e adattata ai flussi
determinati.
STABILIMENTI BALNEARI O SPIAGGE ATTREZZATE
Misure organizzative
Il layout complessivo della spiaggia dovrà tenere conto di alcuni criteri quali la
determinazione dell’accoglienza massima dello stabilimento balneare in termini di
sostenibilità, nell’ottica della prevenzione dell’affollamento, con la finalità di mantenere
il distanziamento sociale in tutte le attività balneari sia in acqua che sull’arenile.
A) Accoglienza
• Per favorire un accesso contingentato la prenotazione, anche per fasce orarie,
preferibilmente obbligatoria, può essere uno strumento organizzativo utile
anche al fine della sostenibilità e della prevenzione di assembramenti, favorendo
altresì un’agevole registrazione degli utenti, anche allo scopo di rintracciare
retrospettivamente eventuali contatti a seguito di contagi.
• Al fine di evitare code o assembramenti alle casse, sarà favorito l’utilizzo di sistemi di
pagamento veloci (card contactless) o con carte prepagate o attraverso portali/app
web in fase di prenotazione.
• I percorsi di entrata e uscita dovrebbero, ove possibile, essere differenziati
prevedendo chiara segnaletica nell’orientamento dell’utenza.
B) Zona ombreggio e solarium
La zona ombreggio andrà organizzata garantendo adeguati spazi per la battigia in
modo da garantire agevole passaggio e distanziamento fra i bagnanti e i passanti e
prevedendo percorsi/corridoi di transito differenziati per direzione e minimizzando gli
incontri fra gli utenti. Il layout deve tenere in considerazione i seguenti criteri:
• La distribuzione delle postazioni da assegnare ai bagnanti dovrà essere chiaramente organizzata prevedendo:

  1. La numerazione delle postazioni/ombrelloni e la registrazione per ogni postazione
    degli utenti ivi allocati, stagionali e giornalieri, per quantificare la capacità dei servizi
    erogabili.
  2. L’assegnazione degli ombrelloni e dell’attrezzatura a corredo dovrebbe privilegiare
    l’assegnazione dello stesso ombrellone ai medesimi occupanti che soggiornano
    per più giorni. In ogni caso è necessaria l’igienizzazione delle superfici prima
    dell’assegnazione della stessa attrezzatura ad un altro utente anche nella stessa
    giornata.
  3. L’individuazione di modalità di transito da e verso le postazioni/ombrelloni e
    stazionamento/movimento sulla battigia.
  4. L’accompagnamento alla zona ombreggio da parte di personale dello stabilimento
    adeguatamente formato, che informi la clientela sulle misure da rispettare.
  5. Le zone dedicate ai servizi dovranno essere facilmente identificabili come anche le
    misure da seguire.
  6. Le procedure da seguire in caso di pioggia o cattivo tempo per evitare
    l’assembramento degli utenti presenti nei locali dello stabilimento.
  7. Aree delimitate per gli assistenti alla balneazione che garantiscano l’adeguato
    distanziamento.
    • Al fine di garantire il corretto distanziamento sociale nello stabilimento e un minor
    rischio, occorre definire misure di distanziamento minime tra le attrezzature di
    spiaggia che possano essere di riferimento, fermo restando che deve in ogni caso
    essere assicurato il distanziamento interpersonale di almeno un metro. Nella
    ridefinizione del layout degli spazi, bisogna rispettare le seguenti distanze:
  8. La distanza minima tra le file degli ombrelloni pari a 5 metri.
  9. La distanza minima tra gli ombrelloni della stessa fila pari a 4,5 metri.
    • Le attrezzature complementari assegnate in dotazione all’ombrellone (ad es. lettino,
    sdraio, sedia) dovranno essere fornite in quantità limitata al fine di garantire un
    distanziamento rispetto alle attrezzature dell’ombrellone contiguo di almeno 2 metri;
    le distanze interpersonali possono essere derogate per i soli membri del medesimo
    nucleo familiare o co-abitante.
    • Tra le attrezzature di spiaggia (lettini, sdraie, etc.) ove non allocate nel posto
    ombrellone, dovrà essere garantita la distanza minima di 2 metri l’una dall’altra.
    C) Servizi e spazi complementari
    • Per le cabine, va vietato l’uso promiscuo ad eccezione dei membri del medesimo
    nucleo familiare o per soggetti che condividano la medesima unità abitativa o
    recettiva prevedendo un’adeguata igienizzazione fra un utente e il successivo.
    • È da vietare la pratica di attività ludico-sportive che possono dar luogo ad
    assembramenti e giochi di gruppo (aree giochi, feste/eventi).
    • Per quanto concerne le piscine all’interno dello stabilimento balneare, occorrerà
    inibirne l’accesso e l’utilizzo.
    • Per le aree di ristorazione si rimanda alle indicazioni di cui allo specifico documento
    tecnico.
    • Per la fruizione di servizi igienici e docce va rispettato il distanziamento sociale di
    almeno 2 metri, a meno che non siano previste barriere separatorie fra le postazioni.
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    • Deve essere garantita vigilanza sulle norme di distanziamento sociale dei bambini
    in tutte le circostanze.
    • Nel complesso, evitare promiscuità nell’uso di qualsiasi attrezzatura da spiaggia,
    possibilmente procedendo all’identificazione univoca di ogni attrezzatura.
    In linea generale le attività svolte in mare aperto (ad es. wind-surf, attività subacquea,
    balneazione da natanti) non presentano a priori rischi significativi rispetto a COVID-19,
    fermo restando il mantenimento del distanziamento sociale (e delle operazioni di
    vestizione/svestizione nel caso di attività subacquea), nonché la sanificazione delle
    attrezzature di uso promiscuo (es. erogatori subacquei, attrezzature quali boma e
    albero del windsurf, etc).
    Misure igienico sanitarie
    • Gli utenti indossano la mascherina al momento dell’arrivo, fino al raggiungimento
    della postazione assegnata e analogamente all’uscita dallo stabilimento.
    • Vanno installati dispenser per l’igiene delle mani a disposizione dei bagnanti in
    luoghi facilmente accessibili nelle diverse aree dello stabilimento.
    • Pulizia regolare almeno giornaliera, con i comuni detergenti delle varie superfici e
    arredi di cabine e aree comuni.
    • Sanificazione regolare e frequente di attrezzature (sedie, sdraio, lettini, incluse
    attrezzature galleggianti e natanti), materiali, oggetti e servizi igienici, limitando
    l’utilizzo di strutture (es., cabine docce singole, spogliatoi) per le quali non sia
    possibile assicurare una disinfezione intermedia tra un utilizzo e l’altro.
    • Pulizia dei servizi igienici più volte durante la giornata e disinfezione a fine giornata,
    dopo la chiusura; all’interno del servizio dovranno essere disponibili, oltre al sapone
    per le mani, prodotti detergenti e strumenti usa e getta per la pulizia che ciascun
    cliente potrà fare in autonomia.
    • Per quanto concerne le docce esse devono essere previste all’aperto, con garanzia
    di una frequente pulizia e disinfezione a fine giornata.
    In ogni caso, per le misure specifiche si rimanda al Rapporto ISS-COVID-19 n. 19/2020.
    SPIAGGE LIBERE
    L’opportunità – offerta da tali spiagge ai fruitori – di poter utilizzare gratuitamente gli
    arenili, anche allestendo da sé le attrezzature (ombrellone, sdraio, lettini), se da un
    lato rappresenta un vantaggio per l’utenza, dall’altra può creare delle problematiche
    nell’attuale periodo emergenziale, in riferimento alla difficoltà nell’attuazione e controllo
    delle misure di contrasto del contagio, in particolare al fine di evitare assembramenti e
    rispettare il distanziamento sociale.
    In ragione di ciò, è necessario attuare innanzitutto un’intensa attività di comunicazione
    e sensibilizzazione, oltre che con gli strumenti tradizionali, anche attraverso social
    media, volta a favorire un comportamento corretto e consapevole da parte dell’utenza.
    Tenendo conto delle specifiche caratteristiche delle spiagge, della loro localizzazione,
    dei flussi dei frequentatori nei diversi periodi della stagione balneare, dovranno essere
    localmente definite puntualmente le modalità di accesso e di fruizione delle spiagge
    stesse, individuando quelle più idonee ed efficaci. Di seguito si riportano alcune
    indicazioni di carattere generale.
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    Per favorire l’informativa all’utenza, è necessaria l’affissione nei punti di accesso – che
    dovranno essere puntualmente individuati – alle spiagge libere di cartelli in diverse
    lingue contenenti indicazioni chiare sui comportamenti da tenere, in particolare il
    distanziamento sociale di almeno un metro ed il divieto di assembramento.
    Anche al fine di favorire il contingentamento degli spazi, va preliminarmente mappato e
    tracciato il perimetro di ogni allestimento (ombrellone/sdraio/sedia), – ad esempio con
    posizionamento di nastri (evitando comunque occasione di pericolo) – che sarà codificato
    rispettando le regole previste per gli stabilimenti balneari, per permettere agli utenti un
    corretto posizionamento delle attrezzature proprie nel rispetto del distanziamento ed
    al fine di evitare l’aggregazione.
    Tale previsione permetterà di individuare il massimo di capienza della spiaggia anche
    definendo turnazioni orarie e di prenotare gli spazi codificati, anche attraverso utilizzo
    di app/piattaforme on line; al fine di favorire la prenotazione stessa potrà altresì essere
    valutata la possibilità di prenotare contestualmente anche il parcheggio, prevedendo
    anche tariffe agevolate, ove possibile.
    Tale modalità favorirà anche il contact tracing nell’eventualità di un caso di contagio.
    Dovranno altresì essere valutate disposizioni volte a limitare lo stazionamento dei
    bagnanti sulla battigia per evitare assembramenti.
    Devono essere assicurate opportune misure di pulizia della spiaggia e di igienizzazione
    delle attrezzature comuni, come ad esempio i servizi igienici, se presenti.
    È opportuno, ove possibile, affidare la gestione di tali spiagge ad enti/soggetti che
    possono utilizzare personale adeguatamente formato, valutando altresì la possibilità
    di coinvolgimento di associazioni di volontariato, soggetti del terzo settore, etc., anche
    al fine di informare gli utenti sui comportamenti da seguire, nonché per assicurare le
    misure di distanziamento interpersonale in tutte le attività sull’arenile ed in acqua.
    MISURE SPECIFICHE PER I LAVORATORI
    In coerenza con quanto riportato nel Protocollo Condiviso del 24 aprile e richiamato
    dal DPCM del 26 aprile, nonché nel Documento tecnico sulla possibile rimodulazione
    delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie
    di prevenzione in tema di specifiche misure organizzative, di prevenzione e protezione
    nonché di sorveglianza sanitaria, ove prevista, si riportano di seguito alcune indicazioni
    per i lavoratori.
    In considerazione della tipologia di attività è opportuno, oltre ad un’informazione di
    carattere generale sul rischio da SARS-CoV-2, impartire altresì un’informativa più mirata,
    anche in collaborazione con le figure della prevenzione di cui al D. Lgs. 81/08 e s.m.i.
    con particolare riferimento a specifiche norme igieniche da rispettare nonché all’utilizzo
    dei dispositivi di protezione individuale, ove previsti, anche per quanto concerne la
    vestizione/svestizione.
    Va ribadita la necessità di una corretta e frequente igiene delle mani, anche attraverso la
    messa a disposizione in punti facilmente accessibili di appositi dispenser con soluzione
    idroalcolica.
    Per quanto concerne il personale eventualmente dedicato ad attività amministrative
    in presenza di spazi comuni, è necessario indossare la mascherina chirurgica; allo
    stesso modo, il personale addetto alla cassa dovrà indossare la mascherina chirurgica
    prevedendo altresì barriere di separazione (ad es. separatore in plexiglass).
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    Il personale addetto alle attività di allestimento/rimozione di ombrelloni/sdraio/etc.,
    deve utilizzare obbligatoriamente guanti in nitrile seguendo scrupolosamente le
    procedure di vestizione/svestizione ed attenersi scrupolosamente alle procedure per la
    corretta pulizia delle mani evitando il contatto diretto con le superfici dell’attrezzatura.
    Particolare attenzione dovrà essere posta ai locali spogliatoi ed ai servizi igienici, in
    particolare prevedendo un’adeguata attività di pulizia degli stessi.
    Per quanto concerne l’attività di salvamento in mare svolta dal “bagnino” o comunque
    di primo soccorso nei confronti dell’utenza, è da rilevare la necessità – stante la
    modalità di contagio da SARS-CoV-2 – di attenersi alle raccomandazioni impartite
    dall’Italian Resuscitation Council (IRC) nonché dall’European Resuscitation Council (ERC)
    nell’esecuzione della rianimazione cardiopolmonare, riducendo i rischi per il soccorritore
    (nella valutazione del respiro e nell’esecuzione delle ventilazioni di soccorso), senza
    venire meno della necessità di continuare a soccorrere prontamente e adeguatamente
    le vittime di arresto cardiaco.
    Nel rispetto del criterio di sicurezza, è necessario quindi considerare e valutare come
    proteggere contestualmente i soccorritori dal rischio di contagio.
    Pertanto, ogni volta che viene eseguita la rianimazione cardiopolmonare (RCP) su
    un adulto è necessario diffondere le indicazioni fornite da ERC e IRC come di seguito
    riportato.
    In attesa di nuove evidenze scientifiche, si raccomanda di valutare il respiro soltanto
    guardando il torace della vittima alla ricerca di attività respiratoria normale, ma senza
    avvicinare il proprio volto a quello della vittima e di eseguire le sole compressioni (senza
    ventilazioni) con le modalità riportate nelle linee guida. Se disponibile un DAE utilizzarlo
    seguendo la procedura standard di defibrillazione meccanica.
    Si raccomanda di indossare i dispositivi di protezione individuale (DPI). Al termine della
    RCP, il soccorritore deve lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone o con gel
    per le mani a base di alcool.
    Si raccomanda, inoltre di lavare gli indumenti appena possibile e prendere contatto con
    le autorità sanitarie per ulteriori suggerimenti, se del caso.
    ULTERIORI INDICAZIONI DI INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE
    Nel contesto sopra definito, si sono raccomandate alcune misure generali di prevenzione
    e di mitigazione di rischio per COVID-19 da assumere a livello nazionale.
    È necessario comunicare che la fruizione delle spiagge sarà soggetta a restrizioni rilevanti
    e risulterà notevolmente diversa rispetto agli anni precedenti, in quanto la possibilità
    di contenere la circolazione del virus è fondamentalmente legata ai comportamenti
    individuali, soprattutto relativamente al distanziamento. Pertanto, ogni messaggio
    comunicativo deve focalizzarsi sul senso di responsabilità e sulla consapevolezza del
    ruolo di ognuno alla conoscenza e al rispetto delle rigorose norme che caratterizzeranno
    questa stagione balneare, anche rispetto alla vigilanza sui bambini. Le norme che
    regolano la balneazione dovranno essere adeguatamente diffuse e illustrate sia ai
    professionisti del settore turistico-balneare che alla popolazione generale.
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    Bibliografia essenziale
  10. Devoti et al. Il sistema spiaggia-duna della Pelosa (Stintino). ISPRA. Quaderno X/2010, Edizione
    S. Devoti e S. Silenzi, pp. 288.
  11. Federazione italiana pubblici esercizi. Gli italiani, il mare e gli stabilimenti balneari – Rapporto di
    ricerca. Roma, 28 luglio 2017.
  12. Gruppo di Lavoro ISS Ambiente-Rifiuti COVID-19. Indicazioni ad interim su acqua e servizi igienici in
    relazione alla diffusione del virus SARS-CoV-2 Versione del 7 aprile 2020. Roma: Istituto Superiore di
    Sanità; 2020. (Rapporto ISS COVID-19, n. 10/2020).
  13. INAIL/ISS. Documento tecnico su ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive nel settore della
    ristorazione. Maggio 2020.
  14. INAIL. Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio
    da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione. Aprile 2020.
  15. ISS. Gruppo di lavoro ISS Biocidi COVID-19. Raccomandazioni ad interim sui disinfettanti nell’attuale
    emergenza COVID19: presidi medico-chirurgici e biocidi. Versione del 25 aprile 2020. Roma: Istituto
    Superiore di Sanità; 2020. (Rapporto ISS COVID-19, n. 19/2020).
  16. ISTAT. Report Viaggi e Vacanze in Italia e all’estero 2019. Roma, 10 febbraio 2020.
  17. Legambiente. Rapporto spiagge 2019. https://www.legambiente.it/rapporto-spiagge-2019/
  18. Regione Sardegna. Linee guida per la gestione integrata delle spiagge. I quaderni della Conservatoria
    delle coste – volume 1, 2013.
  19. Roca et al. A combined assessment of the beach occupancy and public perceptions of beach quality:
    A case study in the Costa Brava, Spain. Ocean & Coastal Management 51:839–46.
  20. Serrano Ginè D. et al – The Beach Crowding Index: A Tool for assessing social carrying capacity
    of vulnerable beaches. The Professional Geographer 70(3): 412-422, 2018 https://core.ac.uk/
    display/161250531
  21. WHO. Operational considerations for COVID-19 management in the accommodation sector Interim
    guidance, 30 April 2020.
Rucci Franco
Rucci Franco
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